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Aria pulita senza compromessi: come una casa ad alta efficienza energetica trasforma la qualità della vita. Dalla serie di articoli: «La moderna casa ad alta efficienza energetica: ripensare il comfort»

Aria pulita senza compromessi: come una casa ad alta efficienza energetica trasforma la qualità della vita. Dalla serie di articoli: «La moderna casa ad alta efficienza energetica: ripensare il comfort»

«Il vero valore di una casa ad alta efficienza energetica non si misura in chilowattora risparmiati. Si misura nella qualità dell’aria, in un sonno rigenerante, in livelli di stress più bassi e in una migliore qualità della vita per chi vi abita.»
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Ventilazione, riscaldamento e raffrescamento sono strettamente collegati tra loro. Quando si cerca di creare un determinato clima interno e di mantenerlo nel tempo, si cerca inevitabilmente di isolarsi dall’ambiente esterno. Quando fuori fa freddo, c’è vento o l’umidità è elevata, ogni finestra aperta distrugge immediatamente il microclima che si è creato grazie al riscaldamento o alla climatizzazione. Il calore accumulato in inverno o il fresco conservato in estate si disperdono verso l’esterno e l’impianto è costretto a consumare nuovamente energia per ripristinare il comfort. La domanda fondamentale è quindi questa: è possibile garantire aria fresca agli occupanti senza compromettere il clima interno dell’abitazione?

Le abitazioni tradizionali del Mediterraneo sono state costruite come edifici letteralmente aperti all’atmosfera. Finestre poco ermetiche, porte d’ingresso, condotti di ventilazione, camini, passaggi degli impianti elettrici, giunti eseguiti male e migliaia di piccole fessure collegavano direttamente gli ambienti interni con l’esterno. Anche negli immobili che oggi vengono presentati come moderni ed energeticamente efficienti, la superficie complessiva delle infiltrazioni d’aria incontrollate può equivalere a un’apertura delle dimensioni di un pallone da calcio. A prima vista qualcuno potrebbe considerarlo un vantaggio, perché l’aria si rinnova continuamente. In realtà non si tratta di ventilazione. Si tratta semplicemente di uno scambio incontrollato tra l’edificio e l’ambiente esterno.

L’aria che entra in modo incontrollato non arriva dove è realmente necessaria. Entra attraverso fessure casuali, segue percorsi imprevedibili ed esce da altre aperture altrettanto casuali. In queste condizioni è impossibile garantire un apporto uniforme di aria fresca nelle camere da letto, nei soggiorni e negli altri ambienti in cui le persone trascorrono la maggior parte del loro tempo. Paradossalmente, è possibile vivere in una casa aperta all’atmosfera da ogni lato e continuare comunque a dormire in una stanza con aria viziata.

Questo problema si manifesta in modo particolarmente evidente durante la notte. Nelle miti stagioni intermedie della Spagna è spesso possibile dormire con le finestre aperte. Tuttavia, nei periodi di forte caldo, elevata umidità o freddo invernale, questa semplice soluzione smette di funzionare. In estate, anche di notte, l’aria esterna può assomigliare a quella di un bagno turco e spalancare le finestre non offre il sollievo sperato. In inverno, invece, una finestra aperta disperde rapidamente il calore accumulato nella camera da letto. Alla fine ci si trova di fronte a un dilemma scomodo: ventilazione accompagnata da caldo, freddo, rumore e inquinamento oppure finestre chiuse e comfort termico mentre si respira per tutta la notte la stessa aria, con un apporto minimo di aria fresca.

Nemmeno l’aria condizionata risolve questo problema. Può raffrescare l’aria. Può essere programmata per attivarsi una o due volte durante la notte al fine di mantenere il fresco accumulato. Può rendere più gradevole la temperatura della camera da letto. Ciò che non può fare è fornire aria fresca. Si limita a ricircolare continuamente la stessa aria interna. In inverno si verifica la stessa situazione in una forma diversa. Se non si dorme con la finestra aperta, la qualità dell’aria in una stanza chiusa peggiora gradualmente. Si arriva così a una situazione assurda: persone che acquistano abitazioni costose, pagano bollette elevate per il riscaldamento o il raffrescamento e sono comunque costrette a scegliere tra comfort termico e qualità dell’aria durante la notte.

A questo problema si aggiunge il rumore. Una finestra aperta non lascia entrare soltanto l’aria. Lascia entrare anche lo scooter che passa alle cinque del mattino, l’abbaiare di un cane, le conversazioni provenienti dalla strada, il camion della raccolta dei rifiuti, una motocicletta, un rumore improvviso o il tosaerba di un giardiniere mattiniero, capace di rovinare il sonno in pochi secondi anche in una zona relativamente tranquilla. Nelle grandi città questo problema diventa permanente. Per questo motivo è impossibile separare il tema della ventilazione da quello del comfort acustico. Se per avere aria fresca è necessario aprire una finestra, la camera da letto non è più protetta dai rumori esterni. Se invece si chiude la finestra per mantenere il silenzio, si rinuncia ancora una volta a un corretto ricambio d’aria. In una casa tradizionale queste contraddizioni sono quasi impossibili da risolvere contemporaneamente.

Inoltre, l’espressione «aria fresca dalla finestra» è spesso un’illusione. Insieme all’aria esterna entrano nell’abitazione polvere, pollini, insetti, particelle di fuliggine, emissioni del traffico, batteri e tutto ciò che in quel momento si trova nell’atmosfera circostante. In Spagna, durante l’inverno, è possibile osservare sopra alcune urbanizzazioni vere e proprie nubi di fumo provenienti dai camini che rimangono sospese sopra le abitazioni dopo una notte fredda. È proprio questa presunta aria fresca che entra poi nelle camere da letto attraverso finestre aperte, fessure e sistemi di ventilazione elementari. A tutto ciò si aggiungono fenomeni naturali come la calima, quando le polveri del Sahara riempiono l’atmosfera mediterranea di particelle sospese.

E non stiamo nemmeno parlando del denaro che letteralmente vola via insieme al calore in inverno o al fresco in estate. Il vero problema è un altro. Le persone pagano per riscaldare, raffrescare e mantenere la propria abitazione, ma continuano a vivere in un ambiente di scarsa qualità. Rumore, aria stagnante, spifferi, polvere, pollini e temperature interne dipendenti dalle condizioni atmosferiche esterne vengono considerati normali. In realtà non lo sono. Sono i segnali di un edificio incapace di garantire ai propri occupanti un livello realmente elevato di comfort.

Ed è proprio per questo che, quando parliamo di abitazioni ad alta efficienza energetica, spesso non stiamo parlando soltanto di energia. Stiamo parlando di un nuovo livello di qualità della vita. Immaginate una casa in cui il clima interno rimane stabile indipendentemente dal caldo, dal freddo, dal vento o dall’umidità esterna. Una casa in cui le camere da letto ricevono aria purificata attraverso un sistema di filtrazione ad alte prestazioni. Una casa in cui si respira aria priva di zanzare, tarme, polvere, fuliggine, particelle di asfalto, pollini e di una grande parte dei contaminanti biologici. Una casa in cui l’aria fresca non viene immessa genericamente nell’edificio, ma viene distribuita direttamente alle camere da letto e agli ambienti di soggiorno dove è più necessaria. Una casa in cui si può dormire con le finestre chiuse, senza sentire lo scooter che passa sotto la finestra al mattino e senza svegliarsi prima delle undici.

Come si ottiene tutto questo? Tutto inizia dalla tenuta all’aria dell’edificio. Senza di essa è impossibile ottenere una ventilazione di qualità. Molte persone credono ancora che una casa debba «respirare». È uno dei luoghi comuni più diffusi nel settore delle costruzioni. Le case non devono respirare attraverso fessure e infiltrazioni. Devono respirare le persone. Minori sono i percorsi incontrollati attraverso cui l’aria può entrare nell’edificio, maggiore sarà la possibilità di controllarne qualità, temperatura e distribuzione. Per questo motivo, alla base di una moderna casa ad alta efficienza energetica vi sono un involucro ermetico, finestre e porte specializzate, giunti accuratamente progettati e un sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore.

Nello standard Passive House la tenuta all’aria non è una dichiarazione di intenti, ma un parametro misurabile che deve essere verificato. A questo scopo viene utilizzato il Blower Door Test. Durante il test viene creata una differenza di pressione tra l’interno e l’esterno dell’edificio equivalente all’azione di un vento di circa 32 km/h sulla porta d’ingresso. Successivamente viene misurata la quantità di aria che penetra in modo incontrollato attraverso tutte le perdite dell’involucro edilizio. Lo standard Passive House consente un massimo di 0,6 ricambi d’aria all’ora. Per confronto, anche molti edifici moderni superano i 2 ricambi d’aria all’ora, le abitazioni costruite una o due decine di anni fa registrano spesso valori compresi tra 4 e 8, mentre gli edifici più vecchi possono raggiungere 20 ricambi d’aria all’ora. Più basso è questo valore, maggiore è la tenuta all’aria e più efficiente sarà il sistema di ventilazione.

Nel nostro progetto La Rajoleria 1 il risultato del Blower Door Test è stato di appena 0,29 ricambi d’aria all’ora. Si tratta di un valore superiore di oltre due volte rispetto al requisito dello standard Passive House. Per noi questo numero rappresenta molto più di una semplice conformità normativa. Dimostra che la casa controlla completamente il proprio rapporto con l’atmosfera esterna. L’aria esterna non entra più attraverso perdite casuali e punti deboli della costruzione. Viene prima filtrata da polvere, pollini, fuliggine e altri contaminanti. Successivamente scambia energia con l’aria estratta attraverso il recuperatore di calore senza mescolarsi ad essa. In questo modo entra nell’edificio già preriscaldata in inverno e senza compromettere il fresco accumulato in estate. Viene quindi distribuita direttamente ai soggiorni e alle camere da letto. L’aria esausta viene invece estratta da cucine, bagni, lavanderie e da altri ambienti in cui si generano odori e umidità. Si crea così un flusso continuo e controllato in cui l’aria pulita arriva esattamente dove serve di più, mentre l’aria viziata viene costantemente rimossa.

Nasce così non uno scambio d’aria caotico, ma una circolazione controllata. Niente spifferi. Niente infiltrazioni casuali. Nessuna illusione di freschezza ottenuta aprendo una finestra. Solo una fornitura costante, silenziosa, uniforme e mirata di aria fresca agli ambienti abitativi. In una casa con camino, condotti di ventilazione tradizionali, finestre poco ermetiche e numerosi punti di dispersione è impossibile raggiungere questo livello di qualità. In questi edifici l’aria sceglie sempre il percorso di minore resistenza e non il percorso verso le persone. È per questo che tali abitazioni risultano spesso soffocanti nonostante il continuo contatto con l’ambiente esterno.

I vantaggi economici di un sistema di questo tipo vanno ben oltre la riduzione delle bollette energetiche. Il vero risultato non può essere misurato in chilowattora o in euro. Si percepisce ogni mattina quando ci si sveglia realmente riposati. In una casa dove la temperatura rimane piacevole tutto l’anno, dove non esistono spifferi, dove il rumore esterno rimane fuori e dove viene fornita costantemente aria pulita e filtrata, il sonno diventa più profondo, il recupero fisico più completo e il livello di stress quotidiano significativamente più basso. In definitiva non si tratta di ventilazione, tenuta all’aria o recupero di calore. Si tratta di qualità della vita. Di un ambiente in cui le persone dormono meglio, si ammalano meno frequentemente, recuperano più rapidamente, mantengono una produttività elevata e vivono ogni giorno con un livello superiore di comfort. È proprio questo il vero valore di una moderna casa certificata Passive House.

Vladimir Nazarchuk, 2026
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