Contatti

Pavimento radiante vs soffitto radiante.Dalla serie di articoli: «La moderna casa ad alta efficienza energetica: ripensare il comfort»

Pavimento radiante vs soffitto radiante. Dalla serie di articoli: «La moderna casa ad alta efficienza energetica: ripensare il comfort»

«Il vero comfort non inizia dove compare una fonte di calore, ma dove scompare la sensazione di freddo.»
Novaspace Promo

Durante lo sviluppo del progetto La Rajoleria 1 ci siamo posti l’obiettivo di individuare un sistema di climatizzazione capace di garantire un elevato livello di comfort termico, un’eccellente efficienza energetica, un impatto minimo sugli interni e una piena coerenza con la filosofia Passive House. Il progetto ha ottenuto con successo la certificazione del Passive House Institute (Germania), ha raggiunto il massimo livello di prestazione energetica ed è diventato la seconda abitazione Passive House Premium in Catalogna e l’ottava in Spagna (ID: 7814).

Tra le numerose soluzioni tecniche prese in considerazione, la nostra attenzione si è rapidamente concentrata sui sistemi di riscaldamento per irraggiamento. In pratica, la scelta finale si è ridotta a due alternative: il pavimento radiante e il soffitto radiante. In questo articolo desideriamo condividere le principali conclusioni alle quali siamo giunti durante l’analisi di queste tecnologie.

Da molti anni il pavimento radiante è considerato uno dei simboli del comfort abitativo. Attorno a questa tecnologia si è sviluppata un’intera industria e i suoi vantaggi sono ormai parte integrante dell’idea comunemente accettata di abitazione moderna e confortevole. Uno degli argomenti più diffusi, spesso sostenuto anche da professionisti del settore, afferma che il calore sale dal basso verso l’alto e che, proprio per questo motivo, il pavimento radiante rappresenta il sistema di riscaldamento più efficiente, in grado di riscaldare uniformemente l’intera abitazione.

A prima vista questa argomentazione sembra convincente. È vero che l’aria calda ha una densità inferiore rispetto a quella fredda e tende quindi a salire. Tuttavia, a questo punto sorge una domanda piuttosto scomoda. Che cosa ha realmente a che vedere questa affermazione con il pavimento radiante?

L’efficacia del pavimento radiante non si basa principalmente sulla convezione dell’aria. A differenza di radiatori, convettori o ventilconvettori, una parte significativa dell’energia viene trasferita mediante irraggiamento termico. È proprio per questo motivo che in spagnolo, catalano e portoghese questa tecnologia viene chiamata suelo radiante, terra radiant e piso radiante, espressioni che significano letteralmente «pavimento radiante». Il nome stesso descrive il principio fisico alla base del suo funzionamento.

Per comprendere meglio questo principio, basta ricordare una situazione che molti hanno vissuto durante una vacanza sulla neve. La temperatura esterna è di meno cinque gradi, il paesaggio è coperto di neve eppure, in una giornata invernale soleggiata e senza vento, si avverte un tale benessere da voler togliere il cappello e aprire la giacca. La fonte di questo comfort è la radiazione solare, che trasferisce energia direttamente agli abiti e alle parti del corpo esposte. L’energia trasmessa dal sole sotto forma di radiazione infrarossa è sufficiente per farci quasi dimenticare l’aria gelida che ci circonda.

Come fa il sole a riscaldare l’aria? Innanzitutto riscalda enormi superfici: il terreno, le rocce, gli edifici e gli altri elementi dell’ambiente circostante. Solo successivamente queste superfici trasferiscono gradualmente all’aria l’energia accumulata. Il pavimento radiante funziona secondo un principio molto simile. Una parte significativa dell’energia trasmessa tramite radiazione infrarossa viene inizialmente assorbita dalle superfici dell’edificio e solo in seguito, attraverso diversi processi di scambio termico, contribuisce alla creazione di un ambiente interno confortevole.

È proprio a questo punto che abbiamo iniziato a porci una domanda fondamentale. Se l’energia viene trasmessa per irraggiamento, qual è la posizione più efficace per una superficie radiante?

Per rispondere a questa domanda, immaginiamo che la radiazione infrarossa diventi visibile e che il pavimento si trasformi in un enorme apparecchio illuminante. Quali superfici verrebbero illuminate per prime?

Prima di tutto il soffitto. Poi la parte inferiore di tavoli, sedie, divani, letti e altri elementi d’arredo. Una parte dell’energia raggiungerebbe i piedi di una persona in piedi o seduta. Tuttavia, la maggior parte del corpo rimarrebbe nell’ombra creata dai mobili e dagli elementi dell’arredamento. In altre parole, una quota significativa dell’energia raggiungerebbe dapprima le superfici circostanti e non direttamente la persona.

Questo non significa che il sistema funzioni male. Funziona esattamente come è stato progettato. Tuttavia, questo approccio comporta una conseguenza importante. Prima che una persona percepisca un completo comfort termico, l’energia deve percorrere una lunga strada. Prima si riscaldano le tubazioni o gli elementi riscaldanti elettrici. Poi il massetto. Successivamente il rivestimento del pavimento. Poi le superfici circostanti. Solo dopo l’energia accumulata inizia a contribuire attivamente alla creazione di un ambiente confortevole.

Per questo motivo il pavimento radiante appartiene ai sistemi caratterizzati da un’elevata inerzia termica. È eccellente per mantenere temperature stabili per lunghi periodi, secondo il principio del «si accende in autunno e si spegne in primavera», ma è molto meno adatto alle situazioni in cui il fabbisogno di riscaldamento cambia rapidamente.

Molti utilizzatori di pavimenti radianti hanno sperimentato una situazione paradossale: i talloni cominciano già quasi ad arrostirsi mentre il resto del corpo continua a tremare per il freddo. La causa non è una carenza di potenza del sistema, bensì l’inerzia del sistema stesso e la posizione della superficie radiante. Una parte significativa dell’energia ha già raggiunto il pavimento e le superfici più vicine, mentre il comfort termico complessivo non è ancora stato raggiunto.

Per noi questa questione era particolarmente importante, perché costruiamo abitazioni sulla costa mediterranea spagnola. Il clima è profondamente diverso da quello dell’Europa settentrionale. Anche in inverno l’energia solare può modificare sensibilmente l’equilibrio termico di un edificio nel giro di poche ore. Durante il giorno gli apporti solari possono essere sufficienti per rinunciare completamente al riscaldamento, mentre la sera può tornare la necessità di un apporto termico supplementare.

Immaginiamo una tipica giornata invernale. Durante il giorno il sole ha riscaldato la casa e il riscaldamento viene spento. Per riportare il sistema a un regime di funzionamento efficace in serata possono però essere necessarie molte ore. Si crea così una situazione paradossale: quando il sistema inizia finalmente a lavorare a pieno regime, la necessità di utilizzarlo potrebbe essere già venuta meno e viceversa.

A questo punto abbiamo iniziato a osservare il problema da una prospettiva diversa. Forse la questione non riguarda soltanto la quantità di energia trasferita. Forse è altrettanto importante la velocità con cui questa energia raggiunge la persona.

Se immaginiamo la stessa superficie radiante collocata sul soffitto anziché nel pavimento, lo scenario cambia radicalmente. La maggior parte del corpo umano si trova ora direttamente all’interno del campo di irraggiamento. Non è più necessario riscaldare prima un’enorme quantità di superfici intermedie. L’energia inizia ad agire sulla persona praticamente dal momento stesso in cui il sistema viene attivato.

Per certi aspetti questa situazione assomiglia molto di più all’esempio del sole invernale in montagna. La fonte di energia si trova sopra di noi e interagisce direttamente con il corpo umano, anziché attraverso numerose superfici intermedie che accumulano calore.

Anche la percezione soggettiva del comfort cambia radicalmente. Quando la radiazione proviene dall’alto, gran parte del corpo si trova contemporaneamente all’interno del suo campo d’azione. Si genera una sensazione uniforme di comfort termico che non dipende dal fatto che una persona sia o meno a contatto con il pavimento.

Per questo motivo, nel progetto La Rajoleria 1, il soffitto radiante si impose senza appello. Un ulteriore vantaggio è rappresentato dal fatto che lo stesso sistema può essere utilizzato non solo per il riscaldamento in inverno, ma anche per il raffrescamento in estate. In questa modalità il soffitto assorbe delicatamente il calore in eccesso degli ambienti, creando una piacevole sensazione di freschezza senza correnti d’aria e senza gli svantaggi tipici dei sistemi di climatizzazione tradizionali.

Per quanto riguarda il pavimento radiante, negli edifici ad alta efficienza energetica della costa mediterranea spagnola finisce per non risolvere più alcun problema reale. I pavimenti freddi che in passato giustificavano la necessità di questa soluzione semplicemente non esistono più. Come sistema di riscaldamento per questa regione, la sua elevata inerzia termica lo rende una soluzione relativamente inefficiente.

Vladimir Nazarchuk, 2026
NOVASPACE PROMO

Leggi anche

Mutuo in Spagna: condizioni chiave di finanziamento

Mutuo in Spagna: condizioni chiave di finanziamento

Nel sistema bancario spagnolo, il credito ipotecario è un processo di valutazione del rischio rigorosamente regolato, in cui il fattore determinante è la trasparenza e la piena verificabilità dei redditi del richiedente. Nella pratica, i clienti provenienti da Paesi con sistemi fiscali chiari e comparabili per le banche spagnole, tra...

Scopri di più

L’Europa nel mercato immobiliare spagnolo

L’Europa nel mercato immobiliare spagnolo

Il mercato residenziale spagnolo ha da tempo cessato di essere esclusivamente nazionale. Oggi è uno dei mercati immobiliari più internazionali d’Europa, dove la struttura della domanda è determinata da acquirenti provenienti da diverse parti del continente. Per un paese con un’economia turistica sviluppata e un’elevata...

Scopri di più